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October 04 meta suprema« Nella vita io cerco la gioia dello spirito e la lussuriosa voluttà dell'istinto. E non m'importa sapere se queste abbiano le loro radici perverse entro la caverna del bene o entro i vorticosi abissi del male. Nessun avvenire e nessuna umanità, nessun comunismo e nessuna anarchia valgono il sacrificio della mia vita. Dal giorno che mi sono scoperto ho considerato me stesso come meta suprema. »
renzo novatore July 17 bis"Non si sentivano più fidanzati e tanto meno amanti tardivi. Era come se avessero saltato l'arduo calvario della vita coniugale, e fossero andati dritti all'essenza dell'amore. Passavano il tempo in silenzio come due vecchi sposi scottati dalla vita, al di là delle trappole della passione, al di là degli scherzi brutali delle illusioni e dei miraggi dei disinganni: al di là dell'amore.
Perchè avevano vissuto insieme quanto bastava per accorgersi che l'amore era l'amore in qualsiasi tempo e in qualsiasi parte, ma tanto più denso quanto più era vicino alla morte."
Gabriel Garcìa Marquez, L'amore ai tempi del colera. July 13 segreto"Dalla osservazione della irriducibilità delle credenze ultime ho tratto la più grande lezione della mia vita. Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare. E poichè sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse superflua: detesto i fanatici con tutta l'anima". Norberto Bobbio, Italia civile. July 07 colera"Gli bastò un interrogatorio insidioso, prima a lui e poi alla madre, per constatare un'ennesima volta che i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera. Prescrisse infusi di fiori di tiglio per svagare i nervi e suggerì un cambiamento d'aria per cercare conforto nella distanza, ma quello cui anelava Florentino Ariza era tutto il contrario: godere del suo martirio."
Gabriel Garcìa Màrquez, L'amore ai tempi del colera. June 27 A gigi e a Kate"Il valore di Luigi Meneghello è sicuramente meno chiaro oggi nel Veneto che altrove; la sua storia è un’esperienza che attraversa l’Europa raccontando di un’Italia preziosa non solo per chi vuole ricordare ma anche per chi oggi vuole ricostruire legami, identità, cittadinanza prima dell’appartenenza a una parte.
Luigi Meneghello è stato un uomo del Nord Italia che ha usato la sua lingua per farsi capire, mai per escludere. E’ stato sempre un vicentino di paese, ma anche un partigiano d’Altipiano, un italiano all’estero stimato nella sua università e non solo. E’ stato negli ultimi (duri) anni il vedovo della Kate, donna eccezionale non solo perché sopravvissuta ai lager nazisti, ma per la sua discreta e autorevole condivisione del lavoro dello scrittore. Abbiamo tutti, dalla scomparsa di lei, provato ad alleviare la sua solitudine, lui compreso, mantenendo fino all’ultimo una vita intensa ed aperta. In questo momento sento che a loro, a tutti e due, dobbiamo dire grazie e addio, con la stessa leggerezza, senza retorica. Prendete la vostra copia di un libro di Meneghello e poi firmate voi una dedica (A Gigi e a Kate) sulla pagina con il titolo. Se invece non lo avete mai letto prima, fatevi scuotere dall’inevitabile clamore dei giornali in questi giorni, dai coccodrilli dei ricordi di quanti, più autorevoli di me o più vicini a lui, o semplici lettori, vorranno testimoniare. Fatevi scuotere e cominciate un suo libro, il più famoso, così arriverete all’irresistibile pagina di “Libera nos a Malo” in cui un brombòlo (insetto mitologico dell’alto vicentino) scala un monumento usando i nomi dei caduti incisi nel marmo non come citazioni ma come appigli alle sue zampette. Questo credo di aver imparato da Luigi Meneghello: la memoria è un muscolo da allenare con pazienza; richiede esercizio e pratica come la cura del corpo, ma non ci sono palestre a pagamento per questo, non si può affidarsi a qualcuno, tocca farlo da soli, giorno per giorno, serve tempo, non si paga niente, è gratis e forse per questo oggi vale poco. Fatelo, è un giorno buono per cominciare l’allenamento, approfittate della promozione, dell’offerta speciale di questo funerale, per lui che è stato, per esser noi più viventi ancora di quel che finora eravamo." Marco Paolini June 26 piacere dell'umiliazione“Conosciamo tutti il piacere provocato dall’umiliazione. Un attimo, forse è meglio che mi corregga: abbiamo tutti avuto nella vita momenti in cui abbiamo scoperto di provare piacere e sollievo dall’umiliare noi stessi. Quando ci ripetiamo con rabbia, per crederci davvero, di essere meschini, di non valere niente, sappiamo che ci stiamo liberando di tutto quel peso etico di essere come gli altri, della soffocante preoccupazione di rispettare le regole e le leggi, dell’obbligo di sforzarci di somigliare alle altre persone. Sia ricevere umiliazioni sia umiliare noi stessi, agendo prima degli altri, ci porta comunque al medesimo punto: qui diventiamo facilmente noi stessi, e siamo felici, circondati dal nostro odore, dalla nostra sporcizia, dalle nostre abitudini; qui abbandoniamo l’idea di migliorarci e di alimentare pensieri ottimistici nei riguardi degli altri uomini; qui stiamo così a nostro agio da essere quasi riconoscenti alla nostra ira e al nostro egoismo, perché sono loro che ci hanno portati a questo punto di libertà e solitudine. E li ricordiamo spesso.”
Ohran Pamuk June 23 il mio nome"Se tu mi amassi
mi cercheresti ogni sabato sera quando hai già mille e più cose da fare e io in teoria potrei schiattare Se tu mi amassi ti metteresti il tuo primo vestito e mi verresti una notte a svegliare per domandarmi se ti sta bene E se tu mi amassi mi cercheresti ogni giorno dell'anno e non soltanto una sera d'ottobre quando il tuo uomo ha il raffreddore Se tu mi amassi gli inventeresti una scusa banale gli scriveresti sul viso il mio nome per ricordare di ricordare." Roberto Vecchioni, Effetto notte. June 20 deriva“Una sera del 1987 il poeta russo Josif Brodskij si ritrovò in una bella sala del municipio di Stoccolma a pronunciare il suo discorso di accettazione. Gli era toccato il premio Nobel, a meno di cinquant’anni, nel pieno del suo esilio. In fondo al suo breve intervento disse: “E’ maledettamente lunga la strada per arrivare da Pietroburgo a Stoccolma ma dopo tutto, per uno che fa il mio mestiere, l’idea che una linea retta rappresenti la distanza più breve tra due punti, ha perduto da un pezzo la sua attrattiva”. Questo pensiero può essere utile a dei giovani che da un loro perpetuo punto di partenza non vedono l’ora di essere già arrivati a qualche traguardo, a qualche preziosa stazione della loro giusta ambizione. Cercando la linea retta, la più breve, mossi dall’impazienza dell’età e persuasi da una idea lineare di tragitti. Non è così. Tra quei sue punti scorre la vita che è una continua digressione, un imperterrito divagare che ha bisogno di ostacoli, rinunce, buona sorte e anche disgrazia, per compiersi. Solo da un arbitrario punto d’arrivo si può credere a un percorso, dare questo nome all’intrico dei propri giorni. (…) Allora, da un arbitrario punto di arrivo, un letto d’ospedale, una cella di prigione o una cena al municipio di Stoccolma, pretesto per voltarsi indietro, ognuno può riconoscere la saggezza di un destino che divaga sempre e per compiersi non insegue rotta, ma deriva.” Erri de Luca June 14 tempo"..a mi me par a mi me piase
pensarte omo sensa pase pensarte grando apena nato a far anca queo che mi no go fato ma ti... ma ti movite apena finchè il tempo no te insegna a far un paso drio a st'altro a pian a pian faghine n'altro a pian a pian godite ogni momento che questo in fondo se il beo del tempo ma ti no corar no aver furia che il tempo pasando no te fasa paura che il tempo pasando no te fasa paura..." Gualtiero Bertelli
a me sembra, a me piace/ pensarti un uomo senza pace/ pensarti grande
appena nato/ a fare anche quello che io non ho fatto/ ma tu.../ ma tu
muoviti appena/ finchè il tempo non ti insegna/ a fare un un passo dopo
l'altro/ e a poco a poco fanne un altro/ e a poco a poco goditi ogni
momento/ che questo in fondo è il bello del tempo/ e tu non correre,
non aver fretta/ che il tempo passando non ti faccia paura/ che il
tempo passando non ti faccia paura! June 12 legno e fuoco"It was deep into his fiery heart
he took the dust of Joan of Arc, and then she clearly understood if he was fire, oh then she must be wood. I saw her wince, I saw her cry, I saw the glory in her eye. Myself I long for love and light, but must it come so cruel, and oh so bright?" Leonard Cohen June 04 peso"Esiste una musica odierna ultraleggera, più dell’aria, come i gas inerti coi quali si gonfiano palloncini.
E poi esiste una musica che dà peso al vento e gli fa riempire le chiome degli alberi e delle donne..."
Erri De Luca (a proposito di Gianmaria Testa)
June 03 ho capito"Ho capito che ti amo Luigi Tenco May 31 consolazione"...e in quel viso che piange in silenzio compaiono per un attimo, come già una volta, due occhi chiari e luminosi che sembrano innalzarsi al di sopra di quel fosco ambiente.
Di rado un misero mortale ha ricevuto una consolazione più grande..."
Peter Handke, Storia con bambina. May 27 coincidenze"In fondo è da lì che nasce il sentimento dell'amore. Da quella pallina maldestramente lanciata dalla ringhiera di un tiro a segno. Te ne torni a casa felice con il tuo sacchetto pieno d'acqua ed un sorriso idiota e non sai che da quel giorno inizierai inesorabilemtne a sentire passare il tempo. Darai tutto te stesso a quell'amore muto, correrai a casa da scuola dimenticando gli amici e le partite di pallone solo per dargli da mangiare, capirai in un momento che l'amore vero non chiede e non si aspetta niente. E poi un giorno, tornando, troverai la bolla vuota in cui è rimasto, come una memoria delle cose, il segno dell'acqua, il punto esatto in cui mille volte lo hai visto affiorare. E su quel segno allora misurerai il tuo primo dolore. Capirai che l'eternità è solo una convenzione tra innamorati, che mai e per sempre sono solo parole e che la vita stessa non è altro che saluti e partenze, brevi incontri e lunghi addii, coincidenze...".
Renzo Di Renzo, Brevi incontri lunghi addii. May 25 colori"Non è vero niente che in principio era la parola...Macchè, viene prima l'emozione!
Dagli esseri unicellulari in su...La parola semmai viene dopo, per descrivere l'emozione...
Io sono uno stilista...solo questo...per questo non scrivo romanzi...
M'importa solo il colore, il mistero delle emozioni e delle parole..."
Louis Ferdinand Cèline May 22 incontri"Non ho mai incontrato una persona il cui pensiero non fosse in qualche modo significativo"
Giorgio Antonucci
May 18 asimmetria"DIFFICILE combattere contro la potenza simbolica dei nomi. E bene la sanno sfruttare i nostri "grandi comunicatori". Un'unica, solida, stabile radice forma il termine "destra" pressochè in tutte le lingue indo-europee. Una radice che indica "destrezza", forza, nobiltà. "Sinistra", invece, chissà da dove viene. Genitori sconosciuti; figlia di nessuno. E quanti nomi per dirla! Ma tutti contenenti un senso di debolezza, di precarietà, se non di sventura. Rimontare una simile china simbolica è arduo da sempre. Eroica pretesa voler dimostrare che la sinistra" (left) è dalla parte della ragione e del diritto (right), oppure che è "da sinistra" che traiamo gli auspici favorevoli per il nostro domani (ma così facevano gli etruschi, a differenza dei greci). Si tratta di una asimmetria fatale? Vi sono aspetti della storia delle sinistre europee che sembrano fatti apposta per testimoniarlo: lacerazioni, settarismi, inerzia ideologica hanno spianato e continuano a spianare la strada alle destre peggiori. Tuttavia, non è vietato sperare che si possa finalmente giungere a dire : "siamo destri di mano perché mancini di cervello".
Sì, il nostro cervello è mancino; non ama le vie "diritte", non ama ripetere il già detto; ricerca, inventa, innova. Per questo siamo "malfermi", perché ci piace andare e scoprire; per questo siamo "deboli", perché ascoltiamo e dubitiamo. E potremmo così anche, forse, pensare – pensare che dopo tanti tramonti di dèi e crolli di muri sia tempo e ora di finirla con queste metafore del tempo perduto: "destra", "sinistra" e, perché no?, "centro"." Massimo Cacciari May 14 discutibile"Il fiore di maggio e' stato bruciato
Il fiore di maggio e' stato dimenticato Il fiore del mio amore c'e' chi non lo scopre La mia discutibile malinconia ha bisogno di musica e poesia Del suono stesso di una sola mano Ma noi siamo la societa' dei consumi Vuol dire che sporchiamo, che non siamo puri E che chiuderemo dopo il nostro tramonto Ogni tramonto ha poco di morale Vuole piacere a tutti e a tutti i costi..." Flavio Giurato May 06 ironia"Uno dei capisaldi della tolleranza e del dialogo è la laicità, rettamente intesa. Laicità non è un contenuto ma un modo di pensiero, un'attitudine ad appassionarsi alle proprie idee, ma anche a sorridere di esse e di se stessi, della caricatura che esse vengono ad assumere nelle forme fatalmente goffe e imperfette in cui noi le professiamo. Questa imperfezione non rende quelle idee meno degne di essere seguite, ma ci costringe a interrogarci in ogni momento sui loro e sui nostri limiti.
Questa facoltà di ridere di noi stessi, di vedersi - nei confronti della verità - buffi e maldestri come Charlot quando si atteggia a gentiluomo, è la migliore cura preventiva contro tutti i roghi. (...)" Claudio Magris, La fiera della tolleranza. May 03 bellezza e inferno"Esiste la bellezza e l'inferno degli oppressi.
Per quanto possibile vorrei rimanere fedele a entrambi."
Albert Camus |
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